DISCOVERY PONZA PARTE SECONDA – L’isola più affascinante e la più estesa dell’Arcipelago Ponziano.

con Nessun commento

 

PONZA  VACANZE SETTEMBRINE ALLA SCOPERTA DI QUESTA MERAVIGLIOSA ISOLA  DEL SUO MARE DELLE SUE COSTE E DELLE SUE SORELLE MINORI –  PARTE SECONDA – 15 Settembre 2020 – Riprendo dalla prima parte, ero arrivata nel racconto sempre al terzo giorno a Ponza e a quello che è un vero e proprio emblema, Chiaia Di Luna la più rinomata e suggestiva spiaggia di tutto l’Arcipelago Ponziano. Da qui la prua della motobarca dunque cambia rotta, ci spostiamo dal periplo dell’isola maggiore e viriamo verso Palmarola. Una riserva naturale che dista 6 miglia circa e che deve il suo nome alla crescita spontanea della palma nana, dopo 40 minuti di navigazione eccola all’orizzonte! Per grandezza quest’altra isola, viene dopo Ponza e Ventotene.

 

Ci avviciniamo alla parte più a sud dell’isola, dove di fronte a destra troviamo Punta Vardella e a sinistra il Faraglione di Mezzogiorno, fra loro vi è l’incantevole Cala Brigantina. Così chiamata perché nel ‘700 fu base per i velieri dei pirati barbareschi, in quanto lo Scoglio Suvace, nome dato in dialetto locale per via della sua forma simile alla sogliola, come in un abbraccio protettivo, ripara la baia dal mare mosso e dai venti. Mentre la fotografo mi appare come una vera e propria piscina naturale, un’acqua cristallina, così tanto trasparente da riuscire a scorgere il fondo, mi lascia rapita, farei volentieri un tuffo qui, ma ahimè non è prevista la sosta. Curiosità – Qui dall’autunno fino alla primavera stazionano e nidificando centinaia di gabbiani reali e anche il falco pellegrino.

Proseguendo ci avviciniamo ai Faraglioni del Mezzogiorno, nome scaturito dalla loro esposizione a sud. Il capitano ci fa notare anche lo Scoglio del Cappello e quello dei Fucili, che prima del crollo conseguente ad una mareggiata, formavano un arco naturale. Ma tornando al complesso di Mezzogiorno, che ci regalerà una chicca inaspettata, è di rilievo dire che si tratta di un piccolo arcipelago composto da quattro isolotti. Il più grande, quello di terra, assieme al Faraglione di Fuori adiacente a quello del Cappello, formano il passaggio della porta piccola, in dialetto Portella. Curiosità – Anche qui radicano specie di Palma Nana, Finocchio Selvatico ed è l’habitat di un raro esemplare di lucertola.

Eccoci alla chicca vera e propria che ci offre quest’isola, ricca di grotte a pelo d’acqua e di cavità sommerse. Nel faraglione di terra si apre l’incantevole Grottone di Mezzogiorno, una sensazione più unica che rara entrarvi con la motobarca! Sovrastati da una volta alta 20 metri, accediamo in una penombra rotta soltanto dai chiaroscuri dei riflessi blu intenso, cangianti al verde smeraldo del mare e da quelli della parete rocciosa, che nei punti colpiti dalla luce rilascia altrettante variopinte sfumature. Scivoliamo sull’acqua quasi in religioso silenzio per assaporarne l’atmosfera, pervasi da un fascino misterioso e al contempo accattivante. Ne usciamo dal lato opposto con rotta verso una baia, dove effettueremo la prima sosta per un bagno in mare.

Prima di raggiungere il punto d’approdo, il comandante ci indica il Faraglione Pallante, le Grottelle e lo Scoglio dell’Elefante. Tocchiamo terra a Cala o Spiaggia del Porto, un’ansa protetta dall’alto dal Faraglione di San Silverio. Rimanendo alla fonda si possono ammirare i due grandi Scogli delle Galere con ai suoi fianchi le aperture delle Grotte omonime scavate secoli fa dagli agricoltori. Una baia incantevole dal fascino selvaggio, con una spiaggia incontaminata, fatta da sabbia mista a ciottoli e più conosciuta come de O’Francese. Soprannome dato per via di un emigrante del luogo, vissuto a lungo in Francia e che, dopo molti anni ritornato a vivere sull’isola, decise di aprire un ristorante su questa terra al tempo ancora quasi disabitata, se non soltanto per la presenza di pochi pastori, che avevano dimora in grotte scavate nel costone roccioso.

Dunque primo pit stop acquatico! Alcuni come il mio “Gran Capo Augh” (poi pentito, dopo aver saputo dove abbiamo fatto un tuffo una volta allontanati 😀 ) scendono in spiaggia e altri come me rimangono in barca, in previsione di un bagno a largo. Approfondimento – Come anticipato su, ecco in foto i due ristoranti dell’isola, di cui uno quello de O’Francese, poi rilevato da una famiglia di suoi amici che hanno continuato l’attività. Ma oltre queste strutture, sull’isola vi sono anche: la villa delle sorelle Fendi e le famose case grotta, scavate nella roccia tufacea. Le ex spelonche realizzate dai primi coloni, e che attualmente in prevalenza vengono sfruttate dai ponzesi, per sfuggire al caos di agosto.

La motobarca si allontana dalla spiaggia e proprio dietro uno faraglione si ancora alla fonda. Lo fa in prossimità di una caletta bellissima e ideale per un bagno in acque meravigliosamente cristalline, nulla da dire sulla spiaggia de O’Francese, ma indubbiamente molto, ma molto, più bello tuffarsi qui! 😉  Si nuota galleggiando per un mezz’oretta e poi si risale a bordo, ripartiamo, torniamo alla baia, recuperiamo coloro che erano in spiaggia e si continua il tour acquatico. Poco dopo esserci mossi ecco un incontro inaspettato, scorgiamo un motoscafo ancorato, con in poppa due signore sdraiate a prendere il sole, nella più grande riconosciamo la signora Fendi. Al nostro passaggio facciamo un cenno con la mano ed entrambe ricambiano il saluto.

Altro tuffo in mare e poi pranzo time! Con un organizzazione perfetta, ci viene offerto un primo piatto, penne alla ponzese gustosissime, accompagnate da buon vino e per finire un ottimo caffè. Che dire se non impeccabile servizio del Capitano e del suo secondo, top of the top! Dopo la sosta “mangereccia”, riprendiamo il nostro tour acquatico con rotta verso Punta Tramontana e durante il percorso fotografiamo gli scogli Delle Galere, di cui vi avevo già accennato nel paragrafo precedente. Quest’ultimi son composti dalla ossidiana, un particolare materiale vulcanico, che pare a suo tempo venisse prelevato, per creare puntali di frecce e coltelli da caccia. Sempre di seguito scorgiamo i cosiddetti Piatti, un altro gruppo roccioso dalla superficie piana e che affiora di poco dal mare.

Ed eccoci giunti in una cala che davvero rispecchia l’arte spettacolare che la natura spontaneamente può creare! In prossimità di Punta Tramontana e Punta Brecce ammiriamo una trionfale parete, La Cattedrale. Il Basalto formatosi dalle sue colate laviche e l’erosione eolica, hanno modellato sapientemente questo costone, dandogli un aspetto di una vera e propria cattedrale gotica. E’ tutto un susseguirsi di forme simili a pilastri, archi a sesto acuto e contrafforti, che slanciandosi su quattro strette grotte, riportano alla mente le navate di una chiesa, spettacolare davvero! Sul finire del periplo di Palmarola vedremo lo Scoglio dello Spermaturo, la Spiaggia dei Vricci, la Grotta del Bue Marino e la Forcina, quest’ultima di notevole interesse geologico per le evidenti stratificazioni e gli scivolamenti lavici.

Con la Cattedrale concludiamo il periplo completo di Palmarola. La lasciamo dunque e facciamo rotta verso Ponza, navigando sotto costa nord/ovest. Viriamo proprio davanti ai Faraglioni di Lucia Rosa e dell’omonima suggestiva spiaggia, ammiriamo Cala Feola con le sue Piscine Naturali, Cala dell’acqua, Cala Fonte e Cala Felci, in prossimità di quest’ultima scorgiamo in lontananza l’Isola di Zannone. Una terra emersa ricca di fauna, ma disabitata dagli anni ’70. E’ frequentata soltanto nel suo periplo acquatico, dalle imbarcazioni che vi si ancorano per poter godere dei bagni nel mare cristallino che la circonda. Continuiamo passando fra l’estrema punta nord di Ponza e l’Isolotto di Gavi, anch’esso disabitato, ma come Palmarola meta e dimora del gabbiano reale e del falco pellegrino, entrambe le specie vi nidificano.

Scendendo verso il sud dell’isola, ci lasciamo alle spalle Punta dell’Incenso, e subito dopo Cala Gaetano, rimango totalmente esterrefatta alla visone di un faraglione veramente particolare! Si tratta dell’Arco Naturale, o come lo chiamano gli abitanti dell’isola “Scoglio Spaccapurpi”, vi assicuro un vero e proprio monumento creato dalla natura. Alto circa 30 metri, troneggia maestoso sullo specchio d’acqua, un gigante che nel momento in cui volgo lo sguardo verso l’alto, nell’ammirarlo mi incute quasi paura scatenandomi al contempo una grande emozione. Non servono altre parole per descriverlo, le immagini anche se pur non perfettamente a fuoco, credo raccontino la bellezza di questa “scultura”. Fare un bagno sotto il suo gigantesco arco, rappresenta un qualcosa da fare almeno una volta nella vita.

Riprendiamo la navigazione superando Cala Inferno e Cala del Core. Nella seconda immagine di seguito sotto, come si può notare vi è una grossa nave cisterna, presenza di notevole importanza per Ponza. Il suo compito è rifornire d’acqua l’isola. Ponza in epoca romana era autonoma dal punto di vista idrico, in quanto ricca di sorgenti alimentate da falde sotterranee, che rifornivano i numerosi, serbatoi, pozzi e cisterne. Risorse che con il passar del tempo si sono esaurite, lasciando una Ponza arida. Ad oggi per il suo fabbisogno dipende dalla terra ferma, ecco perché la presenza di queste navi cisterna, di norma ve ne sono due, una a sud e una a nord dell’isola. Provvedono a rifornirla periodicamente del prezioso liquido, convogliandolo tramite un grossissimo tubo collegato all’entrata della rete idrica.

La nostra escursione marina si conclude qui. Pochi minuti di navigazione e facciamo ingresso nell’imboccatura del Porto Borbonico, attracchiamo e sbarchiamo. Credo davvero un’esperienza unica che porterò nel cuore! Doveroso e sentito da parte mia fare a tal fine un plauso grande alla Cooperativa Barcaioli Ponzesi per la perfetta organizzazione, la descrizione dei luoghi e la squisita gentilezza del team, grazie è stata una giornata indimenticabile!

 

La seconda parte del mio racconto termina. Vi rimando al link che a breve aggiornerò con l’URL della terza parte. Intanto se siete arrivati fin qui e avete avuto piacere e interesse nel leggere quanto ho esposto, attraverso i video live che potrete trovare sul  mio profilo Facebook  avrete modo di vedere altri particolari di questa meravigliosa isola! 😉

 

Ciao! To be continued…e se vorrete scoprire cosa racconterò nella terza ed ultima parte, rimanete sintonizzati on…

 Ricopennaselvaggia!

 I NOSTRI CANALI SOCIAL E WEB

  clic GRUPPO SOCIAL FB;

clic PAGINA SOCIAL FB;

clic INSTAGRAM RICOAGNESFILU

clic INSTAGRAM CRUISE SPOTLIGHT

clic INSTAGRAM CRUISESNUTSHELL

 

Lascia una risposta